lunedì 6 maggio 2013

11 Maggio 2013 a Roma: noi ci saremo!





L'11 Maggio, in Piazza Santi Apostoli a Roma, si terrà una importante manifestazione aperta ai movimenti, alle associazioni, agli amministratori di città e Regioni, a chi opera nel mondo del lavoro, della cultura, della produzione.

Per tutti i cittadini che vogliono la difesa dei beni comuni, la conversione ecologica dell'economia, il rispetto dei diritti delle persone e della dignità del lavoro e vogliono oggi partecipare alla nascita di una nuova sinistra, moderna, di governo, aperta al dialogo ma non disponibile a tradire i propri valori.

Si riparte dall'11 maggio in piazza a Roma per ricordare, a chi oggi fa un altro governo di compromesso già paralizzato dagli interessi di parte, quel desiderio di cambiamento espresso da oltre 18 milioni di elettori che vogliono oggi, subito, un'Italia diversa.

Sinistra Ecologia Libertà

Circolo “Peppino Impastato" - Ceglie Messapica

sabato 4 maggio 2013

NO AL RAZZISMO


L’Italia in questi giorni è purtroppo scenario di gravi denigrazioni di sfondo sessista e razzista.
Un paio di settimane fa sul web si è scatenata una feroce diffamazione ai danni del Presidente della Camera, nonché compagna, Laura Boldrini.

Dopo la richiesta di rimuovere le false foto diffamatorie, servendosi di alcuni agenti della Polizia Postale, agenti preposti a questo tipo di indagini, ci tengo a sottolinearlo, è scoppiata una vera e propria polemica nei suoi confronti, sfociata successivamente in vili intimidazioni e addirittura minacce di morte.

Mentre sul web impazzava la polemica, Enrico Letta nominava i 21 Ministri, costituendo così il Governo. Tra questi il Ministro per l’Integrazione Cécile Kyenge, italiana di origine congolose, per questo nera, come lei stessa ha affermato con fierezza.
I vergognosi commenti non si sono naturalmente fatti attendere, partendo dal segretario della Lega Salvini che ha dichiarato “Simbolo di una sinistra buonista, Faremo opposizione totale al suo ministero.”, passando per Borghezio che ha affermato “Gli africani sono africani, appartengono a un'etnia molto diversa dalla nostra. Non hanno prodotto grandi geni, basta consultare l'enciclopedia di Topolino. Kyenge fa il medico, gli abbiamo dato un posto in una Asl che è stato tolto a qualche medico italiano, questo è un governo del bonga bonga.”, sino ad arrivare addirittura all’attacco di un prete “C’era bisogno di un Ministro di colore?”.
Anche sui social network i commenti razzisti non si sono risparmiati, ed è proprio su Twitter che il neo Ministro ha dato lezioni di educazione all’Italia intera “«Ringrazio per la partecipata attenzione e vicinanza che mi esprimete. Credo che anche le critiche insegnino se ci si confronta con rispetto».


Il Circolo Sinistra Ecologia e Libertà “Peppino Impastato” di Ceglie Messapica si dissocia da qualsiasi forma di razzismo e denigrazione e desidera esprimere fortemente la propria solidarietà a Laura Bordini e Cécile Kyenge, ricordando che l’Italia fortunatamente non è solo cattiveria e razzismo, ma anche un Paese pieno di persone che nutrono profonda stima per il lavoro e per l’impegno di queste due grandi donne della politica italiana.



Tommaso Biasi 

Circolo “Peppino Impastato" 
Sinistra Ecologia Libertà
Ceglie Messapica


mercoledì 1 maggio 2013

1 Maggio 2013




"È dato all’uomo per le eterne leggi, respirare e lavorare; anche la più alta legge del nostro Stato non può non riconoscerlo: lo specifica l’art. 4 della Costituzione.
Non tradiremo le nostre famiglie, non tradiremo le nostre leggi: il lavoro è organizzazione del caos, è verità che incarnandosi in vita migliora il mondo.
Questo paese può diventare, per le sue naturali ricchezze, oggi sciupate, un angolo dei più belli della terra, dove tutti si potrà vivere veramente da uomini. Nessuno rimanga con le mani in mano; o occupato in modo indegno: il lavoro è lavoro solo se utile a uno come a tutti.
Uomini e donne, giovani e non più giovani che ancora potete aiutare, gente di ogni partito e di ogni idea: rimbocchiamoci le maniche, usciamo da questa puzza materiale e spirituale.
Se non cerchiamo noi di toglierci da questa mortificante puzza, - noi che, immersi, la soffriamo, - chi mai possiamo aspettare che ce ne venga a togliere? <<Se manca uno, mancano tutti>>.
Perdoniamo chi ci ha fatto del male: ma cerchiamo, per noi e per tuttti, i rapporti, anche strutturali, più perfetti. Siamo uomini di pace. Sono sicuro che non ci sarà nessuno che ci impedirà in questa sacra opera".

Dnanilo Dolci da “Processo all’art. 4”

Il 2 febbraio 1956 il sociologo Danilo Dolci veniva arrestato mentre guidava un gruppo di braccianti a lavorare nella Trazzera vecchia, una strada nei pressi di Partinico (Palermo) abbandonata all'incuria. Al commissario di polizia che era intervenuto per interrompere quello "sciopero alla rovescia", come venne chiamato, Dolci rispose che "il lavoro non e' solo un diritto, ma per l'articolo 4 della Costituzione un dovere: che sarebbe stato, era ovvio, un assassinio non garantire alle persone il lavoro, secondo lo spirito della Costituzione". L'accusa era di occupazione di suolo pubblico e resistenza a pubblico ufficiale e a Dolci e ai suoi venne negata la liberta' provvisoria. Si racconta che un poliziotto gli si avvicino' dicendogli: ''Signor Dolci, ma perche' non torna a casa a scrivere i suoi libri invece di farsi arrestare?''.
All'indomani dell'arresto di Dolci esplose in Italia una autentica rivolta con interrogazioni parlamentari e forti prese di posizione degli intellettuali e della gente comune. L'opinione pubblica allora si mobilito' contro la polizia e il governo Tambroni, deputati e senatori intervennero con interrogazioni parlamentari, le voci piu' influenti del paese si schierarono a fianco di Dolci.
Cio' che avvenne intorno allo sciopero alla rovescia di Trazzera vecchia, nelle piazze, nelle camere di polizia, sui giornali, nei tribunali, fu lo scontro sui modi opposti di considerare la legalita' in Italia: la Costituzione, come regola vivente dei cittadini, contro la pratica dell'autoritarismo gerarchico, eredita' fascista. Da qui il titolo del libro, che significava che le autorita' trascinavano alla sbarra, non tanto il gruppo dei manifestanti, quanto la Costituzione stessa.




Sinistra Ecologia Libertà

Circolo “Peppino Impastato" - Ceglie Messapica

venerdì 26 aprile 2013

Emozionante 25 Aprile

Una serata piena di emozioni e all'insegna della commozione, ieri, presso il Circolo Sel "Peppino Impastato" di Ceglie Messapica.
Di fronte ad una sala gremita, soprattutto di giovani, oltre ai valori della resistenza, sono stati ricordati i nomi dei nostri concittadini che si sono battuti per la nostra libertà. E' anche grazie a loro che oggi possiamo dirci cittadini "liberi", è grazie a loro che possiamo godere dei valori riconosciuti dalla nostra Costituzione, "la più bella del mondo" direbbe Benigni, anche se oggi tali valori tornano ad essere messi in discussione dalla situazione politico-economica attuale. Ma proprio per questo l'esempio lasciatoci dai nostri concittadini non dev'essere dimenticato, perchè ancora oggi è più che mai necessario resistere.
Dopo aver ricordato i nomi dei "nostri" partigiani, è stata data lettura delle sentenze alle quali gli stessi furono condannati dal regime fascista.
La parola è poi passata al Prof. Franco Barletta, che ha ricordato gli avvenimenti di quel periodo nella nostra regione e nella nostra cittadina.
Emozionante è stata la proiezione di un'intervista risalente alla fine degli anni '90, al nostro concittadino Leonardo Chirulli, uno degli ultimi partigiani cegliesi. Il video fu girato da Alfonso Intermite, il quale, per tanti anni ha raccolto immagini e voci della nostra città, regalandoci documenti di inestimabile valore come la chicca proiettata ieri sera.
Infine è seguito l'intervento del Segretario del Circolo e la lettura di due poesie della poetessa Rita Santoro Mastantuono, che tra le sue opere ha dedicato alcuni versi anche al tema della resistenza.
La serata si è conclusa tra gli applausi calorosi del pubblico, sulle note di "Bella Ciao" nella versione dei Modena City Ramblers.










giovedì 18 aprile 2013

25 APRILE I VALORI DELLA RESISTENZA A CEGLIE




Il Circolo Sinistra Ecologia e Libertà "Peppino Impastato" Ceglie Messapica, per il 25 Aprile organizza un 'iniziativa per mantenere viva la memoria della resistenza e dei partigiani cegliesi:


Sinistra Ecologia Libertà
Circolo “Peppino Impastato" - Ceglie Messapica

venerdì 12 aprile 2013

LA TORRE DEL CASTELLO APPARTENGA A NOI CEGLIESI.





Nelle settimane passate ho avuto il piacere di ascoltare una importante proposta avanzata dai nostri consiglieri comunali di centrosinistra a tutela di quello che personalmente considero il principale simbolo del nostro paese:  La Torre del Castello.
La questione, che a primo impatto può apparire complicata visto il coinvolgimento di tribunali e sentenze varie, risulta essere invece semplicissima;

Gli attuali comproprietari della Torre e di alcuni locali adiacenti, risultano ad oggi debitori della somma di circa 700.000,00 € nei confronti del Comune di Ceglie Messapica. Nel corso degli anni la Torre è stata oggetto di varie perizie di stima per stabilirne il valore e, considerato il tempo che passa, il valore attuale è pari a 448.561,88 €; Circa un paio di aste sono state effettuate tra l’indifferenza generale e l’ultima in ordine temporale si svolgerà il 12 Giugno 2013. La Torre versa purtroppo in condizione di parziale degrado ed è necessaria una immediata messa in sicurezza, soprattutto della merlatura che non risulta ingabbiata come il resto della struttura, per evitare conseguenze che preferisco non riportare, ma che sono facilmente intuibili e che tutti conoscono e temono.
Ed ecco svelata la semplicità della proposta; I consiglieri Donato Gianfreda, Nicola Trinchera, Rocco Argentiero e Tommaso Argentiero chiedono di, come si suol dire, unire l’utile al dilettevole, cioè acquisire la Torre del Castello
risolvendo così parte del credito vantato, provvedendo in seguito alla messa in sicurezza e allo stesso tempo regalare a noi cittadini cegliesi la proprietà del simbolo che più ci rappresenta.
Nulla di strano o complicato e soprattutto nulla che richieda chissà quale immane sforzo istituzionale, né tantomeno economico.
Vista la fattibilità della questione e grazie anche ad un sentimento di “orgoglio paesano” che da sempre mi appartiene, ho deciso di appoggiarla cercando di impegnarmi, per quanto possibile, in prima persona, cominciando col servirmi del mezzo attualmente più potente, cioè il web, attraverso il quale, con l’aiuto di un mio amico, ho creato  un gruppo Facebook per dare alla notizia la meritata diffusione e importanza, supportato anche da altri giovani come me e alcuni blogger locali.
Un puro sentimento di orgoglio che condivido con coloro che porteranno questa proposta in consiglio comunale, infatti risolvere questa situazione a meno di due anni dalle elezioni comunali, significa fare campagna elettorale per l’ attuale amministrazione di centrodestra, che sarà inevitabilmente la protagonista materiale della vicenda.
Questo però non ha importanza, io come loro, sono convinto che una questione del genere non debba avere alcun colore o simbolo, qualsiasi partito politico presente sul territorio deve lavorare per un obbiettivo comune, acquisire la Torre non per accaparrarsi una manciata di voti in più ma solo per preservare la sicurezza e la bellezza del nostro meraviglioso simbolo.
Invito perciò tutti a regalarsi un po’ di orgoglio e a seguire e supportare da vicino tutte le future iniziative inerenti la vicenda, per far si che la Torre venga sempre ricordata come simbolo di noi cittadini cegliesi e della nostra bellissima terra e non come simbolo di eventuali sfortunati eventi di cronaca.

Chiediamo al Sindaco e a tutti i componenti della casa comunale di via De Nicola di prendere in seria considerazione la suddetta proposta ed acquisire la Torre del Castello ed i locali adiacenti posti in asta con essa.

  Tommaso Biasi
 (direttivo Circolo Sinistra Ecologia Libertà
 “Peppino Impastato" - Ceglie Messapica

domenica 7 aprile 2013

PROPOSTA DI LEGGE S.E.L.: ABOLIZIONE DEL REATO DI IMMIGRAZIONE CLANDESTINA





I Governi di Centrodestra, guidati da PDL e Lega, dopo il varo della Legge Bossi-Fini hanno inasprito la politica dell’emigrazione chiudendo le frontiere, senza cercare di tutelare la vita dei migranti e senza riuscire a gestire il flusso, scaricando il peso degli sbarchi sulle popolazioni e sulle città di confine.
Il centrodestra – spinto dalla propaganda e retorica leghiste – per anni ha cavalcato la paura del clandestino, straniero assurto a simbolo e a causa dell’insicurezza collettiva.
Esempio di questa politica muscolare pseudo - razzista è il reato di immigrazione clandestina, inserito nel nostro ordinamento giuridico con l’approvazione della Legge 94 del 2009 , che all’articolo 10 bis impone alle autorità competenti nel territorio nazionale di  denunciare la persona definita come “clandestina”, ovvero il migrante colpevole di non possedere o di avere perduto (suo malgrado e anche temporaneamente) il proprio permesso di soggiorno.
Il “reato di clandestinità” introdotto dai Governi di Centrodestra ha portato l’Italia a stravolgere la ratio della politica migratoria messa in atto dall’Europa.
Un fenomeno così complesso non può essere affrontato con una politica dell’emergenza e del “pugno duro a prescindere”, ma dev’essere inquadrato in un discorso più ampio che tenga conto dei diritti e delle libertà individuali di ciascuno.
Difatti questa legge è stata ampiamente sconfessata da alcune direttive europee che eccepiscono sulle norme italiane, le quali prevedono l’espulsione automatica o – in alcuni casi – le pene detentive per mancato allontanamento volontario.
Il 3/5/2011, la Corte di Giustizia ha dichiarato l'illegittimità rispetto al Diritto Comunitario della normativa nazionale che prevede il carcere per i cittadini di paesi extracomunitari per il solo fatto di non aver ottemperato nel termine di legge l'ordine di lasciare il territorio di uno Stato membro.
La Corte di Giustizia Europea ha definitivamente posto in rilievo il conflitto tra normativa comunitaria e normativa interna, disponendo che la direttiva 2008/115/CE deve essere interpretata nel senso che la normativa di uno Stato membro non può prevedere l’irrogazione della pena della reclusione per la sola ragione che un cittadino di un paese terzo, il cui soggiorno sia irregolare, abbia violato l’ordine di lasciare il Paese entro un determinato termine.
La Corte Europea dei diritti umani ha inoltre condannato l’Italia per i respingimenti dei migranti verso la Libia e al risarcimento di 15 mila euro a 24 immigrati che furono riaccompagnati nel 2009, senza alcuna possibilità di fare richiesta di asilo, dove subirono violenze e abusi da parte del regime di Tripoli.
Il rimpatrio, – come più volte chiarito dalla Corte Europea  è cosa diversa dal respingimento immediato. Inoltre appare critica la permanenza degli stranieri nei C.I.E. (Centri di Identificazione ed Espulsione), che a volte sembrano ledere il rispetto costituzionale dei diritti e delle tutele individuali.
 Lo Stato italiano si trova dunque scoperto su più fronti: da un lato appare inadeguato a mettere in campo un’efficace gestione dell’emigrazione e dall’altro risulta inadempiente dal punto di vista della legislazione europea creando in una condizione di illegalità rispetto alla  normativa europea, disattendendo le nostre norme costituzionali in tema di diritti  inalienabili delle persone, nonché le convenzioni internazionali a tutela dello  straniero
Tutto ciò è dovuto alle politiche messe in atto dai Governi di Centrodestra.
Si tratta di un dibattito che si trascina da lungo tempo in Italia
In questi giorni Sinistra Ecologia e Libertà  ha depositato alla Camera dei Deputati un progetto di legge per l'abolizione del “reato di ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato” introdotto dal governo Pdl-Lega Nord nel 2009 con una delle sue leggi sulla sicurezza.
La proposta di legge, sulla scia di quanto stabilito dall’Unione Europea, e in  linea con i principi di uno Stato di diritto, dispone dunque l'abrogazione della norma  che si pone in evidente contrasto con il dettato costituzionale sui diritti inalienabili delle persone, nonché con le convenzioni internazionali a tutela dello straniero, che  peraltro ha comportato nel tempo l’incarcerazione di più di 3.000 persone. I proponenti auspicano che la proposta venga posta in tempi brevi all’attenzione del Parlamento, in tal modo ponendo un tassello importante per una  legislazione sulla materia dell’immigrazione che esca dall'emergenza e  dall'evocazione della paura del diverso, e che si basi sul rispetto dei diritti  costituzionali delle persone e sulle soluzioni percorribili nel bene della convivenza  civile".

per il progetto di legge presentato alla Camera da Sinistra Ecologia e Libertà

Sinistra Ecologia Libertà
Circolo “Peppino Impastato" - Ceglie Messapica