“Wikipedia
è il luogo migliore dove cominciare una ricerca, ma è certamente il peggiore
dove finirla”.
Con questa
citazione del giornalista statunitense, Dan Gillmor, il Segretario Regionale uscente, Gano Cataldo, ha aperto i due giorni del Congresso Regionale di Sinistra
Ecologia Libertà a Bari del 14 e 15 dicembre 2013, alla presenza del Presidente Nichi Vendola.
“Allo
stesso modo i partiti sono il luogo
migliore per cominciare a far politica, ma il peggiore se in essi si
esaurisce l’orizzonte di conoscenza della società”.
Questo
per dire che “L’uso dei partiti per
far politica deve tornare ad essere un uso responsabile, capace di dare
strumenti e idee, di far invadere il proprio campo, di progettare e favorire la
partecipazione: i partiti devono crescere insieme alla società, essere parte di
essa e non rinchiudersi in una parte, oggi peraltro assediata”.
Una
relazione, quella del segretario regionale uscente, dal contenuto esauriente
tanto da rappresentare lo spunto per un
dibattito e per un’analisi critica e realista della situazione dei partiti in
generale e di S.E.L. in particolare.
Tanti
i temi toccati. Da quelli di carattere prettamente locale, riguardanti le 6
province pugliesi, a quelle di carattere regionale caratterizzate dalla necessità “di far fruttare i semi messi in campo” in
questi anni, cercando di “Evitare che chi
succederà stravolga gli assetti e le best practice messe in atto dal 2005 ad
oggi”, fino ad
arrivare al quadro nazionale, caratterizzato dalla sfiducia nei confronti dei
partiti e della politica in generale e
dal “ frastuono esterno di una società
livorosa e rancorosa, preda di populismi e torsioni bellicose, in cerca solo di
rivalsa nei confronti di chi è individuato come casta”.
E
ancora, dalla dichiarata incostituzionalità del porcellum alla recentissima
abolizione dei finanziamenti pubblici ai partiti, salutata da tanti come una
grande conquista, ma che in realtà nasconde tanti lati oscuri, tagliando fuori
dalla politica le piccole forze politiche e rafforzando quelle in mano ai
potenti privati, alla necessità di porre fine alle “larghe intese” per tentare di riannodare il filo dell’alleanza
interrotta con il PD, a condizione che quest’ultimo torni a guardare a
sinistra, questione, quest’ultima ribadita, tra gli altri, dal senatore
Stefàno, intervenuto per l’occasione.
Non sono
mancati richiami alla situazione Europea a all’opportunità o meno di aderire al Partito del
Socialismo Europeo, con uno sguardo anche
alla situazione greca, dove l’avanzata
della destra neonazista è stata fermata da un cartello delle sinistre unite
sotto il nome di Syriza.
Uno
scenario, quello nazionale ed europeo, per niente incoraggiante, ma che proprio per
questo deve spronare alla riorganizzazione di un partito che vada ad occupare
quegli spazi politici rimasti inoccupati , laddove “ Il vuoto in politica non esiste e per questo ogni passo indietro o a
lato” rappresenterebbe “un avanzamento per altri”.
Assolutamente
ricco di contenuti l’intervento dell’Assessore Regionale al Lavoro Leo Caroli,
che tracciando un quadro nazionale del mercato del lavoro e della crisi in cui
il medesimo versa, ha elencato, dati alla mano, quelli che sono i risultati
della Regione Puglia, in assoluta controtendenza rispetto al quadro nazionale
per quanto riguarda il bilancio tra posti di lavoro persi e nuovi posti di
lavoro, anche in considerazione delle politiche seguite dall’assessorato
regionale nella risoluzione delle più note e recenti vertenze.
È
emersa inoltre la volontà pressoché unanime di addivenire alla costruzione di un
soggetto politico di sinistra svincolato dal nome del suo leader, laddove quella
del “leaderismo “ era una scorciatoia che doveva consentirci di accelerare i
tempi e permetterci di addivenire alla costruzione di un soggetto politico di
sinistra. “E intorno a questa leadership,
etica e politica che si è costruita SeL ma è proprio in questo punto che SeL
nel suo complesso ha indugiato con qualche colpa, certamente senza dolo, nella
costruzione del soggetto politico”
Il
Congresso si è concluso con l’intervento dell’On.le Nicola Fratoianni, anch’egli
critico nella sua analisi, ma nello stesso tempo consapevole della necessità di
ripartire, facendo frutto degli errori commessi, cercando di occupare
quello spazio lasciato vuoto a sinistra e infine con l'elezione del nuovo organo direttivo regionale del partito e con la riconferma di Gano Cataldo quale Segretario regionale. E ora appuntamento a Riccione il 24 gennaio 2013 per il Congresso Nazionale.
Il Circolo di Ceglie
Messapica, presente con tre delegati
ha ottenuto l’importante riconoscimento di vedere eletto un rappresentante all’interno
del direttivo regionale.
L'apertura del Congresso da parte del Segretario Regionale Gano Cataldo
alla presenza del Presidente Nichi Vendola
intervento dell'Assessore Regionale per il Diritto allo studio e formazione Alba Sasso
intervento dell'Assessore Regionale per il Lavoro Leo Caroli
Intervento del Senatore Dario Stefàno
Intervento di Nicola Fratoianni - Deputato S.E.L.
La rappresentanza del Circolo Sel "Peppino Impastato" al Congresso Regionale 2013
Il
circolo “Peppino Impastato” di Sinistra Ecologia Libertà di Ceglie Messapica
esprime grande soddisfazione per le conclusioni del secondo congresso
provinciale che si è tenuto sabato scorso presso la sala Guadalupi del Comune
di Brindisi. All’unanimità è stato approvato un documento, sotto forma di
ordine del giorno, presentato dal circolo, con cui di chiede che SEL deve
impegnarsi a promuovere, nel variegato mondo della sinistra, un’elaborazione
inedita, una piattaforma politico-programmatica con l’obiettivo di far nascere
un nuovo soggetto politico di sinistra. Una proposta rivolta a tutti i
movimenti a tutte le esperienze associative a tutte le forze politiche
organizzate a singole soggettività e personalità che intendono partecipare a
questo percorso. Inoltre esprime un ulteriore soddisfazione per il
riconoscimento ottenuto dal circolo per l’elezione di tre delegati al congresso
regionale che si terrà a Bari il prossimo 14 e 15 dicembre e soprattutto per l’elezione del delegato al
congresso nazionale che si terrà a Riccione a fine gennaio prossimo. Il giovane
Tommaso Biasi rappresenterà il circolo di Ceglie Messapica di Sinistra Ecologia
Libertà. Per l’occasione tutti gli iscritti hanno espresso grande apprezzamento
nella convinzione che saprà ben rappresentare le istanze del nostro territorio.
l'intervento dell'On. Ciccio Ferrara al Congresso Provinciale di S.E.L.
l'intervento del Consigliere Comunale Nicola Trinchera al Congresso Provinciale di S.E.L.
nella foto Tommaso Biasi (al centro) che rappresenterà il circolo Sel di Ceglie
Messapica al congresso nazionale di Sinistra Ecologia e Libertà che si terrà a Riccione
Nel
Consiglio Comunale dello scorso 27 settembre il Sindaco Caroli e la sua
maggioranza con una decisione sciagurata hanno deciso di aumentare la TARES (tassa sui rifiuti) in
modo spropositato: si passerà dai 2.050.000 euro del 2012 ai 3.010.000 euro del
2013. La TARES sarà una mazzata !
A
dicembre quando arriveranno i bollettini di conguaglio ci sarà un aumento di
oltre il 50 per cento rispetto alla tassa pagata l’anno scorso. Una situazione
insostenibile per molte famiglie, per non parlare degli esosi aumenti che
subiranno gli esercizi commerciali. Le promesse fatte in campagna elettorale
dal Sindaco Caroli di riduzione delle tasse stanno avendo una clamorosa
smentita.
Il Sindaco Caroli, come al
solito, predica bene e razzola male.
Non
ci si può nascondere dietro al fatto che la TARES sia una legge dello Stato la quale prevede
che il costo del servizio sia pagato tutto dai cittadini, perché la stessa
legge prevede che il Comune può introdurre riduzioni e agevolazioni. Chiediamo
al Sindaco Caroli di fermarsi e di rifare un nuovo piano finanziario per
consentire una corretta gestione del servizio, di valutare riduzioni e
agevolazioni per gli utenti e riduzioni attuabili del Comune stesso. La legge
dà la possibilità ai Comuni di approvare il bilancio di previsione entro il 30
novembre prossimo, prima di quella data è possibile modificare il piano
finanziario della TARES in modo da renderlo più leggero per le tasche dei
cegliesi.
La
verità è che questa maggioranza ha speso, durante l’anno, di più di quanto era
nelle sue possibilità. Adesso attraverso il tributo della TARES intende
incassare la somma che gli permette di chiudere il bilancio in pareggio.
Scaricando in questo modo sulla testa dei cegliesi l’incapacità di saper amministrare
e di saper gestire un bilancio.
Chiediamo al Sindaco Caroli
di fare presto prima che sia troppo tardi!
Tra il 1876 e il 1976, più di 11 milioni di italiani attraversarono
l’Oceano Atlantico alla ricerca di lavoro e di una vita migliore.
La nave Sirio, che salpò da Genova il 2 agosto 1906 per il Brasile, il 4
agosto passò di fronte a Capo Palo, dove urtò gli scogli con conseguente
scoppio delle caldaie. In quell’occasione morirono oltre 500 emigranti
italiani.
Ciò dimostra che i flussi migratori sono sempre esistiti e sempre
esisteranno e molti di noi, compreso chi scrive, sono nati fuori dall’Italia,
in quella terra straniera nella quale i nostri genitori erano stati costretti a
recarsi alla ricerca di un lavoro e di una vita più dignitosa, portandosi
dietro una misera valigia.
Cosa sarebbe successo se l’America, la Germania e tutti i Paesi che in quegli
anni erano meta per gli emigranti italiani avessero impedito ai nostri genitori
di entrare? Cosa sarebbe successo se tutti quegli italiani per il solo fatto di
entrare in terra straniera, temporaneamente senza un lavoro, fossero stati
accusati del reato di immigrazione clandestina?
Questo è quanto avviene in Italia dal 1998, anno in cui i “cari” Bossi e
Fini si fecero promotori, durante il Governo Berlusconi, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, poi più volte rimaneggiato.
La tragedia di Lampedusa di questi giorni riporta sotto i riflettori l’annoso
problema dell’immigrazione con tutte le sue problematiche e contraddizioni .
L'attuale normativa italiana sull'immigrazione è
entrata in vigore il 10 settembre 2002 nel corso del secondo governo Berlusconi.
Da allora, per tutti questi anni, numerosi sono stati
i richiami da parte del Consiglio d'Europa e degli organismi internazionali,
avendo la detta legge sortito l'esatto effetto contrario di quanto suggerito
dall'Unione Europea che chiede politiche di integrazione.
Ma i Governi di centrodestra, del tutto sordi a questi
richiami, sono tornati all’attacco con l’adozione nel 2008 del c.d. “Pacchetto
sicurezza” che ha addirittura inasprito le pene e ne ha introdotte di nuove
rispetto all’originaria legge Bossi-Fini, già di per sé molto restrittiva nei
confronti dei migranti.
Non va dimenticato che queste persone non sono immigrati
clandestini, sono profughi richiedenti
asilo, un diritto in base al
quale una personaperseguitata nel
suo paese d'origine può essere protetta da un'altra autorità sovrana.
LaDichiarazione Universale
dei diritti dell'uomo riconosce il diritto d'asilo all'art. 14 come diritto
di cercare e di godere in altri paesi asilo dalle persecuzioni.
Hanno dunque diritto di asilo i
"rifugiati". Quello di "rifugiato" è uno status riconosciuto,
secondo il diritto internazionale (art. 1 della Convenzione di Ginevra del 1951),
a chiunque si trovi al di fuori del proprio paese e non possa ritornarvi a
causa del fondato timore di subire violenze o persecuzioni.
In Italia il diritto di asilo è anche
garantito dall’art.10 comma 3 della Costituzione.
Chi scappa dalla miseria, dalla fame, dalla guerra, dalla morte non può
essere considerato illegale.
Come ha opportunamente ricordato il Sindaco di Lampedusa, “A causa della
legge Bossi – Fini, i pescherecci che provano ad aiutare gli immigrati vengono
indagati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”.
A causa di questa assurda legge, chiunque aiuti degli immigrati ad
approdare sulle nostre coste, anche al solo fine di trarli in salvo, rischia di
essere iscritto nel registro degli indagati con l’accusa
di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Questo lo sanno
bene i proprietari dei pescherecci di Lampedusa.
Occorre rivedere sicuramente il sistema basato sulla
c.d. Convenzione di Dublino.
Tale regolamento infatti stabilisce il principio per
cui lo Stato membro responsabile dell'esame dell'istanza di asilo,
indipendentemente da dove la stessa sia stata presentata, è quello in cui è
avvenuto l'ingresso, regolare o meno, del richiedente asilo.
È chiaro che, a causa della sua posizione geografica
l’Italia è, più di ogni altra nazione europea, la prima meta di approdo per
tutti i Paesi del Nord Africa e per forza di cose la richiesta di asilo viene
inoltrata presso la prima prefettura in cui il migrante viene condotto. In questo
modo l’Italia si trova, più di ogni altra Nazione Europea, ad affrontare il
problema delle migliaia di richieste di asilo che vengono inoltrate presso le
nostre prefetture.
In realtà, la maggior parte dei migranti che perdono la vita sulle nostre
coste non ha la benché minima intenzione di rimanere nel nostro Paese, così
come non hanno intenzione di rimanere le altre migliaia che riescono ad
arrivare sani e salvi per poi essere condotti nei centri di accoglienza. Ma a
causa del sistema normativo europeo, molti sono costretti a restare in Italia,
nei C.A.R.A. (Centri di Accoglienza per Richiedenti Asilo) o peggio ancora nei
C.I.E. (Centri di Identificazione ed Espulsione, in realtà dei veri e propri
lager) in attesa di riconoscimento, rimanendo intrappolati nelle maglie della
Convenzione Dublino, che non permette a chi entra in Italia di passare ad altri
Paesi. E nel frattempo viene aperto un fascicolo a loro carico da parte della
Procura per il reato di immigrazione clandestina.
Ma la legge Bossi-Fini contiene delle assurdità non solo dal punto di vista
penale ma anche da quello civile e amministrativo. Basti pensare che un
cittadino extracomunitario che si trovi nel suo paese di origine, per poter
entrare in Italia e soggiornarvi, deve essere già in possesso di un contratto
stipulato con un datore di lavoro che presumibilmente non lo ha mai conosciuto.
Si tratta di una legge che lede i diritti inviolabili della persona sotto
tutti gli aspetti.
E' chiaro che questa Legge va rivista e sostituita al più presto.
Ma sarebbe ora che non solo l’Italia, ma l’intera Unione Europea si assumesse
le proprie responsabilità.
Scandali
Internazionali, libertà, segretezza e altre ”sciocchezze”
Perfino
George Orwell nel suo capolavoro
“1984” (scritto nel 1948) lo diceva: “Big Brother is watching you”
(Trad.: il grande fratello ti osserva).
Oggi, nel
2013, ci troviamo di fronte ad uno dei più grandi scandali dell’era Obama:
Datagate.
Edward Snowden, tecnico ex dipendente della CIA, ha rivelato al
mondo intero che l’America è in grado di spiare, e stando alle sue
parole lo avrebbe già fatto, ogni
singolo momento della vita di ogni cittadino americano, diplomatici e capi
di Stato europei.
Venendo
alla nostra Italia, l’articolo 15 della Costituzione è chiaro:
“Art. 15. La libertà e la
segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono
inviolabili.
La loro limitazione può avvenire soltanto per atto motivato
dell’Autorità giudiziaria con le garanzie stabilite dalla legge.”
Una società che si dice “evoluta” come la nostra dovrebbe garantire
i diritti inviolabili,tra cui libertà e segretezza della corrispondenza, di
ognuno di noi, ma, paradossalmente, viviamo in una società oppressa dai
grandi poteri che ci governano.
Di certo non ogni male vien per nuocere. Le intercettazioni, che
avvengono per conto della Magistratura, hanno permesso di trovare i
colpevoli di innumerevoli crimini ed hanno permesso di sventare attacchi
terroristici (soprattutto in America). Il problema sorge nel momento in cui
questi dati sono usati per fini privati e utilitaristici( ricatti,attacchi
ecc.).
Ma
allora la domanda sorge spontanea: E’ giusto essere spiati in nome della
sicurezza o è meglio che i cittadini agiscano nella più totale segretezza?
In realtà, la questione può essere affrontata con criterio.
Sicuramente, le intercettazioni sono servite a salvare migliaia di vite da
attacchi terroristici, o a consegnare alla giustizia svariati criminali; ma
è ovvio che le intercettazioni
debbano essere sottoposte ad un rigido regolamento che tuteli la privacy di
ogni cittadino che si consideri libero.