venerdì 27 dicembre 2013

INCONTRO PUBBLICO CON LE FORZE DEL CENTROSINISTRA




Neanche a rate!


La Giunta Caroli ha aumentato la TARES a dismisura:
le imprese e i commercianti rischiano il fallimento e
le famiglie sono in forte difficoltà.


Il Centrosinistra ha proposto la riduzione della TARES…
la Giunta Caroli ha detto NO!

Il Centrosinistra ha proposto agevolazioni e deduzioni…
la Giunta Caroli ha detto NO!
Il Centrosinistra ha proposto la rateizzazione dei pagamenti…
la Giunta Caroli ha detto NO!

Il Centrosinistra propone che nel 2014 la tassa sui rifiuti sia ridotta e che sia restituita ai cittadini una parte di quella pagata nel 2013…
cosa farà la Giunta Caroli?


Le forze politiche di centrosinistra organizzano un


incontro pubblico con i cittadini, i commercianti e gli  

imprenditori sabato 28 dicembre, alle ore 18,00

 presso la  Chiesa di San Demetrio

                                          

domenica 15 dicembre 2013

CONGRESSO REGIONALE DI SINISTRA ECOLOGIA E LIBERTA'

“Wikipedia è il luogo migliore dove cominciare una ricerca, ma è certamente il peggiore dove finirla”.
Con questa citazione del giornalista statunitense, Dan Gillmor, il Segretario Regionale uscente, Gano Cataldo, ha aperto i due giorni del Congresso Regionale di Sinistra Ecologia Libertà a Bari del 14 e 15 dicembre 2013, alla presenza del Presidente Nichi Vendola.
“Allo stesso modo  i partiti sono il luogo migliore per cominciare a far politica, ma il peggiore se in essi si esaurisce l’orizzonte di conoscenza della società”.
Questo per dire che “L’uso dei partiti per far politica deve tornare ad essere un uso responsabile, capace di dare strumenti e idee, di far invadere il proprio campo, di progettare e favorire la partecipazione: i partiti devono crescere insieme alla società, essere parte di essa e non rinchiudersi in una parte, oggi peraltro assediata.
Una relazione, quella del segretario regionale uscente, dal contenuto esauriente tanto da rappresentare  lo spunto per un dibattito e per un’analisi critica e realista della situazione dei partiti in generale e di S.E.L. in particolare.
Tanti i temi toccati. Da quelli di carattere prettamente locale, riguardanti le 6 province pugliesi, a quelle di carattere regionale  caratterizzate dalla necessità “di far fruttare i semi messi in campo” in questi anni, cercando di “Evitare che chi succederà stravolga gli assetti e le best practice messe in atto dal 2005 ad oggi”, fino ad arrivare al quadro nazionale, caratterizzato dalla sfiducia nei confronti dei partiti e della politica in generale  e dal “ frastuono esterno di una società livorosa e rancorosa, preda di populismi e torsioni bellicose, in cerca solo di rivalsa nei confronti di chi è individuato come casta”.
E ancora, dalla dichiarata incostituzionalità del porcellum alla recentissima abolizione dei finanziamenti pubblici ai partiti, salutata da tanti come una grande conquista, ma che in realtà nasconde tanti lati oscuri, tagliando fuori dalla politica le piccole forze politiche e rafforzando quelle in mano ai potenti privati, alla necessità di porre fine alle “larghe intese”  per tentare di  riannodare il filo dell’alleanza interrotta con il PD, a condizione che quest’ultimo torni a guardare a sinistra, questione, quest’ultima ribadita, tra gli altri, dal senatore Stefàno, intervenuto per l’occasione.
Non sono mancati richiami alla situazione Europea a all’opportunità o meno di aderire al Partito del Socialismo Europeo,  con uno sguardo anche alla situazione greca, dove  l’avanzata della destra neonazista è stata fermata da un cartello delle sinistre unite sotto il nome di Syriza.
Uno scenario, quello nazionale ed europeo,  per niente incoraggiante, ma che proprio per questo deve spronare alla riorganizzazione di un partito che vada ad occupare quegli spazi politici rimasti inoccupati , laddove “ Il vuoto in politica non esiste e per questo ogni passo indietro o a lato” rappresenterebbe  “un avanzamento per altri”.
Assolutamente ricco di contenuti l’intervento dell’Assessore Regionale al Lavoro Leo Caroli, che tracciando un quadro nazionale del mercato del lavoro e della crisi in cui il medesimo versa, ha elencato, dati alla mano, quelli che sono i risultati della Regione Puglia, in assoluta controtendenza rispetto al quadro nazionale per quanto riguarda il bilancio tra posti di lavoro persi e nuovi posti di lavoro, anche in considerazione delle politiche seguite dall’assessorato regionale nella risoluzione delle più note e recenti vertenze.
È emersa inoltre la volontà pressoché unanime di addivenire alla costruzione di un soggetto politico di sinistra svincolato dal nome del suo leader, laddove quella del “leaderismo “ era una scorciatoia che doveva consentirci di accelerare i tempi e permetterci di addivenire alla costruzione di un soggetto politico di sinistra. “E intorno a questa leadership, etica e politica che si è costruita SeL ma è proprio in questo punto che SeL nel suo complesso ha indugiato con qualche colpa, certamente senza dolo, nella costruzione del soggetto politico
Il Congresso si è concluso con l’intervento dell’On.le Nicola Fratoianni, anch’egli critico nella sua analisi, ma nello stesso tempo consapevole della necessità di ripartire, facendo frutto degli errori commessi, cercando di occupare quello spazio lasciato vuoto a sinistra e infine con l'elezione del nuovo organo direttivo regionale del partito e con la riconferma di Gano Cataldo quale Segretario regionale. E ora appuntamento a Riccione il 24 gennaio 2013 per il Congresso Nazionale.
Il Circolo di Ceglie Messapica, presente con tre delegati ha ottenuto l’importante riconoscimento di vedere eletto un rappresentante all’interno del direttivo regionale.

L'apertura del Congresso da parte del Segretario Regionale Gano Cataldo
alla presenza del Presidente Nichi Vendola

intervento dell'Assessore Regionale per il Diritto allo studio e formazione  Alba Sasso 

intervento dell'Assessore Regionale per il Lavoro Leo Caroli 

Intervento del Senatore Dario Stefàno

Intervento di Nicola Fratoianni - Deputato S.E.L.

La rappresentanza del Circolo Sel "Peppino Impastato" al Congresso Regionale 2013



lunedì 9 dicembre 2013

CONGRESSO PROVINCIALE SINISTRA ECOLOGIA E LIBERTA'


Il circolo “Peppino Impastato” di Sinistra Ecologia Libertà di Ceglie Messapica esprime grande soddisfazione per le conclusioni del secondo congresso provinciale che si è tenuto sabato scorso presso la sala Guadalupi del Comune di Brindisi. All’unanimità è stato approvato un documento, sotto forma di ordine del giorno, presentato dal circolo, con cui di chiede che SEL deve impegnarsi a promuovere, nel variegato mondo della sinistra, un’elaborazione inedita, una piattaforma politico-programmatica con l’obiettivo di far nascere un nuovo soggetto politico di sinistra. Una proposta rivolta a tutti i movimenti a tutte le esperienze associative a tutte le forze politiche organizzate a singole soggettività e personalità che intendono partecipare a questo percorso. Inoltre esprime un ulteriore soddisfazione per il riconoscimento ottenuto dal circolo per l’elezione di tre delegati al congresso regionale che si terrà a Bari il prossimo 14 e 15 dicembre  e soprattutto per l’elezione del delegato al congresso nazionale che si terrà a Riccione a fine gennaio prossimo. Il giovane Tommaso Biasi rappresenterà il circolo di Ceglie Messapica di Sinistra Ecologia Libertà. Per l’occasione tutti gli iscritti hanno espresso grande apprezzamento nella convinzione che saprà ben rappresentare le istanze del nostro territorio.
    
                          
l'intervento dell'On. Ciccio Ferrara al Congresso Provinciale di S.E.L.
l'intervento del Consigliere Comunale Nicola Trinchera al Congresso Provinciale di S.E.L.
nella foto Tommaso Biasi (al centro) che rappresenterà il circolo Sel di Ceglie
Messapica al congresso nazionale di Sinistra Ecologia e Libertà che si terrà a Riccione 
nel prossimo mese di gennaio

giovedì 14 novembre 2013


sabato 5 ottobre 2013

Una pesante stangata !



Nel Consiglio Comunale dello scorso 27 settembre il Sindaco Caroli e la sua maggioranza con una decisione sciagurata hanno deciso di aumentare la TARES (tassa sui rifiuti) in modo spropositato: si passerà dai 2.050.000 euro del 2012 ai 3.010.000 euro del 2013.  La TARES sarà una mazzata !
A dicembre quando arriveranno i bollettini di conguaglio ci sarà un aumento di oltre il 50 per cento rispetto alla tassa pagata l’anno scorso. Una situazione insostenibile per molte famiglie, per non parlare degli esosi aumenti che subiranno gli esercizi commerciali. Le promesse fatte in campagna elettorale dal Sindaco Caroli di riduzione delle tasse stanno avendo una clamorosa smentita.
Il Sindaco Caroli, come al solito, predica bene e razzola male.
Non ci si può nascondere dietro al fatto che la TARES sia una legge dello Stato la quale prevede che il costo del servizio sia pagato tutto dai cittadini, perché la stessa legge prevede che il Comune può introdurre riduzioni e agevolazioni. Chiediamo al Sindaco Caroli di fermarsi e di rifare un nuovo piano finanziario per consentire una corretta gestione del servizio, di valutare riduzioni e agevolazioni per gli utenti e riduzioni attuabili del Comune stesso. La legge dà la possibilità ai Comuni di approvare il bilancio di previsione entro il 30 novembre prossimo, prima di quella data è possibile modificare il piano finanziario della TARES in modo da renderlo più leggero per le tasche dei cegliesi.
La verità è che questa maggioranza ha speso, durante l’anno, di più di quanto era nelle sue possibilità. Adesso attraverso il tributo della TARES intende incassare la somma che gli permette di chiudere il bilancio in pareggio. Scaricando in questo modo sulla testa dei cegliesi l’incapacità di saper amministrare e di saper gestire un bilancio.
Chiediamo al Sindaco Caroli di fare presto prima che sia troppo tardi!
  


FERMIAMO LA BOSSI-FINI


Tra il 1876 e il 1976, più di 11 milioni di italiani attraversarono l’Oceano Atlantico alla ricerca di lavoro e di una vita migliore.
La nave Sirio, che salpò da Genova il 2 agosto 1906 per il Brasile, il 4 agosto passò di fronte a Capo Palo, dove urtò gli scogli con conseguente scoppio delle caldaie. In quell’occasione morirono oltre 500 emigranti italiani.
Ciò dimostra che i flussi migratori sono sempre esistiti e sempre esisteranno e molti di noi, compreso chi scrive, sono nati fuori dall’Italia, in quella terra straniera nella quale i nostri genitori erano stati costretti a recarsi alla ricerca di un lavoro e di una vita più dignitosa, portandosi dietro una misera valigia.
Cosa sarebbe successo se l’America, la Germania e tutti i Paesi che in quegli anni erano meta per gli emigranti italiani avessero impedito ai nostri genitori di entrare? Cosa sarebbe successo se tutti quegli italiani per il solo fatto di entrare in terra straniera, temporaneamente senza un lavoro, fossero stati accusati del reato di immigrazione clandestina?
Questo è quanto avviene in Italia dal 1998, anno in cui i “cari” Bossi e Fini si fecero promotori, durante il Governo Berlusconi, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, poi più volte rimaneggiato.
La tragedia di Lampedusa di questi giorni riporta sotto i riflettori l’annoso problema dell’immigrazione con tutte le sue problematiche e contraddizioni .
L'attuale normativa italiana sull'immigrazione è entrata in vigore il 10 settembre 2002 nel corso del secondo governo Berlusconi.
Da allora, per tutti questi anni, numerosi sono stati i richiami da parte del Consiglio d'Europa e degli organismi internazionali, avendo la detta legge sortito l'esatto effetto contrario di quanto suggerito dall'Unione Europea che chiede politiche di integrazione.
Ma i Governi di centrodestra, del tutto sordi a questi richiami, sono tornati all’attacco con l’adozione nel 2008 del c.d. “Pacchetto sicurezza” che ha addirittura inasprito le pene e ne ha introdotte di nuove rispetto all’originaria legge Bossi-Fini, già di per sé molto restrittiva nei confronti dei migranti.
Non  va dimenticato che queste persone non sono immigrati clandestini, sono profughi richiedenti asilo, un diritto  in base al quale una persona perseguitata nel suo paese d'origine può essere protetta da un'altra autorità sovrana.
La Dichiarazione Universale dei diritti dell'uomo riconosce il diritto d'asilo all'art. 14 come diritto di cercare e di godere in altri paesi asilo dalle persecuzioni.
Hanno dunque diritto di asilo i "rifugiati". Quello di "rifugiato" è uno status riconosciuto, secondo il diritto internazionale (art. 1 della Convenzione di Ginevra  del 1951), a chiunque si trovi al di fuori del proprio paese e non possa ritornarvi a causa del fondato timore di subire violenze o persecuzioni.
In Italia il diritto di asilo è anche garantito dall’art.10 comma 3 della Costituzione.
Chi scappa dalla miseria, dalla fame, dalla guerra, dalla morte non può essere considerato illegale.
Come ha opportunamente ricordato il Sindaco di Lampedusa, “A causa della legge Bossi – Fini, i pescherecci che provano ad aiutare gli immigrati vengono indagati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”.
A causa di questa assurda legge, chiunque aiuti degli immigrati ad approdare sulle nostre coste, anche al solo fine di trarli in salvo, rischia di essere iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di  favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Questo lo sanno bene i proprietari dei pescherecci di Lampedusa.
Occorre rivedere sicuramente il sistema basato sulla c.d. Convenzione di Dublino.
Tale regolamento infatti stabilisce il principio per cui lo Stato membro responsabile dell'esame dell'istanza di asilo, indipendentemente da dove la stessa sia stata presentata, è quello in cui è avvenuto l'ingresso, regolare o meno, del richiedente asilo.
È chiaro che, a causa della sua posizione geografica l’Italia è, più di ogni altra nazione europea, la prima meta di approdo per tutti i Paesi del Nord Africa e per forza di cose la richiesta di asilo viene inoltrata presso la prima prefettura in cui il migrante viene condotto. In questo modo l’Italia si trova, più di ogni altra Nazione Europea, ad affrontare il problema delle migliaia di richieste di asilo che vengono inoltrate presso le nostre prefetture.
In realtà, la maggior parte dei migranti che perdono la vita sulle nostre coste non ha la benché minima intenzione di rimanere nel nostro Paese, così come non hanno intenzione di rimanere le altre migliaia che riescono ad arrivare sani e salvi per poi essere condotti nei centri di accoglienza. Ma a causa del sistema normativo europeo, molti sono costretti a restare in Italia, nei C.A.R.A. (Centri di Accoglienza per Richiedenti Asilo) o peggio ancora nei C.I.E. (Centri di Identificazione ed Espulsione, in realtà dei veri e propri lager) in attesa di riconoscimento, rimanendo intrappolati nelle maglie della Convenzione Dublino, che non permette a chi entra in Italia di passare ad altri Paesi. E nel frattempo viene aperto un fascicolo a loro carico da parte della Procura per il reato di immigrazione clandestina.
Ma la legge Bossi-Fini contiene delle assurdità non solo dal punto di vista penale ma anche da quello civile e amministrativo. Basti pensare che un cittadino extracomunitario che si trovi nel suo paese di origine, per poter entrare in Italia e soggiornarvi, deve essere già in possesso di un contratto stipulato con un datore di lavoro che presumibilmente non lo ha mai conosciuto.
Si tratta di una legge che lede i diritti inviolabili della persona sotto tutti gli aspetti.
E' chiaro che questa Legge va rivista e sostituita al più presto.
Ma sarebbe ora che non solo l’Italia, ma l’intera Unione Europea si assumesse le proprie responsabilità.

Sar Piero Giordano
(Direttivo Sinistra Ecologia Libertà Ceglie Messapica)



mercoledì 28 agosto 2013

SIAMO TUTTI SPIATI?


Scandali Internazionali, libertà, segretezza e altre ”sciocchezze”

Perfino George Orwell  nel suo capolavoro “1984” (scritto nel 1948) lo diceva: “Big Brother is watching you” (Trad.: il grande fratello ti osserva).
Oggi, nel 2013, ci troviamo di fronte ad uno dei più grandi scandali dell’era Obama: Datagate.
Edward Snowden, tecnico ex dipendente della CIA, ha rivelato al mondo intero che l’America è in grado di spiare, e stando alle sue parole  lo avrebbe già fatto, ogni singolo momento della vita di ogni cittadino americano, diplomatici e capi di Stato europei.
Venendo alla nostra Italia, l’articolo 15 della Costituzione è chiaro:
“Art. 15.  La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili.
La loro limitazione può avvenire soltanto per atto motivato dell’Autorità giudiziaria con le garanzie stabilite dalla legge.”
Una società che si dice “evoluta” come la nostra dovrebbe garantire i diritti inviolabili,tra cui libertà e segretezza della corrispondenza, di ognuno di noi, ma, paradossalmente, viviamo in una società oppressa dai grandi poteri che ci governano.
Di certo non ogni male vien per nuocere. Le intercettazioni, che avvengono per conto della Magistratura, hanno permesso di trovare i colpevoli di innumerevoli crimini ed hanno permesso di sventare attacchi terroristici (soprattutto in America). Il problema sorge nel momento in cui questi dati sono usati per fini privati e utilitaristici( ricatti,attacchi ecc.).
Ma allora la domanda sorge spontanea: E’ giusto essere spiati in nome della sicurezza o è meglio che i cittadini agiscano nella più totale segretezza?
In realtà, la questione può essere affrontata con criterio. Sicuramente, le intercettazioni sono servite a salvare migliaia di vite da attacchi terroristici, o a consegnare alla giustizia svariati criminali; ma è ovvio che  le intercettazioni debbano essere sottoposte ad un rigido regolamento che tuteli la privacy di ogni cittadino che si consideri libero.
Michele Ligorio – Direttivo Sel